“Le forme oggettive esistono per l’uso e l’esperienza dello Spirito [in noi]. Dalla meditazione su ciò nasce la percezione intuitiva dello Spirito”. Libro III, 35.
Scambio di sms stamattina, C., mi spinge di continuare la nostra “esperienza con le forme” nella sua sotto-tappa “ragione”. Avete accettato il strumento di ragione – astrologia esoterica. Possiamo continuare rimanere “nella luce” se non avete già fastidio di vedere voi stesse “nella luce”. Sotto e la cosmoschema di 22.01.2012. Sole nel grado 2-o dell’Acquario: relazioni personali - Luna - famiglia. Faccio proiezione sulla tua “mappa di vita”:
Giove che entra nella 4-a Casa di famiglia - sei tu. Ti trovi in questo momento (nella tua "mappa" di vita) nel punto-transito che unisce con due quadrature l’esperienze delle tue vite passate nella 10-a Casa (nodo Lunare Sud) con il programma della tua Anima per la vita presente nella 4-a Casa (nodo Lunare Nord). Anima vuole entrare come Sagittario (Giove nel sistema solare): la Luna transpersonale. Ricordi il simbolo di Sagittario? Parentesi del 5 nella tua matrice si hanno dimostrato di non essere aperti. Il programma non è attuata.
Ci sono molti altri dettagli da aggiungere. Sono collegati con ruolo di Mercurio nella tua 1-a Casa. Ti propongo di approfondire domani insieme con M.C. durante “cafè”. Ti abbiamo già cominciato spiegare questo con lei lunedì.
L’obiettivo che ispira e unisce i componenti del gruppo La Quarta Porta è il miglioramento sistemico della nostra vita in tutti i suoi aspetti tramite la ricerca della propria natura divina, e la diffusione delle conoscenze cosi acquisite attraverso iniziative sociali ed eventi.
mercoledì 8 febbraio 2012
venerdì 27 gennaio 2012
cafè 26.01
Era una esperienza di gruppo. Sentivo una risonanza più forte del “canale” con la sala. Non è importante se qualcuno non ha capito tutto che stavo dicendo. Le cose più importante non si esprimono con parole. Risonanza fa “il suo lavoro”.
C. che è venuto per prima volta ha una struttura energetica molto particolare (10 10, 999, 6 solitario sul piano di gruppo) e tocca dimensioni molto sottili. (Non so se tu hai sentito, Andrea, anche tu sei sensitivo, per altri piani pero). Se C. verrà di nuovo avremo una esperienza particolare con lui e lui con noi.
Non volevo essere cosi invasivo dal inizio. Ma lavagna in centro di sala, una luce sopra per tutta la sala (abbiamo parlato prima una lampada per ogni tavolo, e lavagna spostata ad un angolo) creavano uno vortice spazio-tempo in cui energie che entravano “non volevano lascare spazi-tempi riservati”.
Mi piaciuto comportamento di Maura.
Come vi ho detto prima, durante “cafè esoterico” lavoro non solo per nostri ospiti ma anche per voi (se non dire più per voi che per loro). Perciò ieri non potevo non toccare tema “calda” rimasta dal 22.01. Certe cose non possono aspettare (energie hanno suoi ritmi prestabiliti e tempo perso per mettere certi “semi” sul piano mentale portano “frutti” indesiderabili in futuro). Perciò, Maura, ho detto cio che ho detto non per vendicare per il “caso di 22.01”.
Approfondimento del metodo, caso “avere un bambino per C.+R.”:
1) per fare “1” da “1” + “1” che è una atto alchemico è necessario contatto con un “canale” che non è di questo mondo. Qui serve potere del Urano che fa “noi” da due “io” + “io”. Ne C. ne R. non hanno 4 nella matrice
2) quando un oggetti solidi tocca un altro oggetto solido loro rimangono due oggetti solidi. Solo quando “un” liquido tocca “un” altro liquido loro divengono “uno inseparabile” – soluzione. Liquido o acqua è 2 in matrice. Norma è 222. R. ha (2) e R. 2(2).
R. e C. devono capire però che questo puo essere anche un grande vantaggio nella loro vita. Ogni “strumento” è fatto da Dio per il suo lavoro.
C. che è venuto per prima volta ha una struttura energetica molto particolare (10 10, 999, 6 solitario sul piano di gruppo) e tocca dimensioni molto sottili. (Non so se tu hai sentito, Andrea, anche tu sei sensitivo, per altri piani pero). Se C. verrà di nuovo avremo una esperienza particolare con lui e lui con noi.
Non volevo essere cosi invasivo dal inizio. Ma lavagna in centro di sala, una luce sopra per tutta la sala (abbiamo parlato prima una lampada per ogni tavolo, e lavagna spostata ad un angolo) creavano uno vortice spazio-tempo in cui energie che entravano “non volevano lascare spazi-tempi riservati”.
Mi piaciuto comportamento di Maura.
Come vi ho detto prima, durante “cafè esoterico” lavoro non solo per nostri ospiti ma anche per voi (se non dire più per voi che per loro). Perciò ieri non potevo non toccare tema “calda” rimasta dal 22.01. Certe cose non possono aspettare (energie hanno suoi ritmi prestabiliti e tempo perso per mettere certi “semi” sul piano mentale portano “frutti” indesiderabili in futuro). Perciò, Maura, ho detto cio che ho detto non per vendicare per il “caso di 22.01”.
Approfondimento del metodo, caso “avere un bambino per C.+R.”:
1) per fare “1” da “1” + “1” che è una atto alchemico è necessario contatto con un “canale” che non è di questo mondo. Qui serve potere del Urano che fa “noi” da due “io” + “io”. Ne C. ne R. non hanno 4 nella matrice
2) quando un oggetti solidi tocca un altro oggetto solido loro rimangono due oggetti solidi. Solo quando “un” liquido tocca “un” altro liquido loro divengono “uno inseparabile” – soluzione. Liquido o acqua è 2 in matrice. Norma è 222. R. ha (2) e R. 2(2).
R. e C. devono capire però che questo puo essere anche un grande vantaggio nella loro vita. Ogni “strumento” è fatto da Dio per il suo lavoro.
domenica 22 gennaio 2012
incontro 22.01.2012
22.01.2012 ore 16.00
quadratura precisa Sole (2-o grado dell’Acquario – relazioni interpersonali) - Giove (4-a Casa di Cancro - famiglia): incontro in casa di Cancro-Roberto. trasformazione di raporti interpersonali: salto di coscienza (Anima) o sofferenza (personalità)“punto di soluzione”: Urano (3 Casa di Gemelli – discepolo, studio)
ognuno fa la sua scelta. siete liberi (non dalla legge di causa-ed-effetto o karma però)
Giove-Sagittario: qualità – aspirazione all’iniziazione. parole chiave – “Vedo la metà. La raggiungo e ne scorgo un’altra”
domenica 15 gennaio 2012
"deve ricordare che la legge è, ed è sempre stata, la lotta, e che nulla ha perso della sua violenza"
“Ogni uomo deve ricordare che il destino dell’umanità è incomparabile e che dipende, in gran parte, dalla sua volontà di collaborare nel compito trascendente. Deve ricordare che la legge è, ed è sempre stata, la lotta; e che nulla ha perso della sua violenza per il fatto di essere stata trasportata dal piano materiale al piano spirituale. Deve ricordare che la sua propria dignità e la sua nobiltà di essere umano devono emergere dai suoi sforzi di liberare se stesso dalla schiavitù e di obbedire alle sue più profonde aspirazioni. Soprattutto non deve mai dimenticare che la scintilla divina è in lui, in lui soltanto, e che è libero sia di disprezzarla, di ucciderla, sia di avvicinarsi sempre più a Dio, mostrando il suo ardente desiderio di lavorare con Lui e per Lui.” Le Comte du Noüy ("Le Fatiche di Ercole, A.Bailey)
"Dai giorni di Giovanni il battista fino ad ora, il regno dei cieli è preso a forza e i violenti se ne impadroniscono." (Mt 11:12)
"Quanta preparazione,
e pensiero e vigilanza,
per dirTi la mia unica parola:
“Ti amo, Signore”.
E’ la mia sola preghiera.
A lungo ho cercato il mio mantra.
Eppure e’ cosi breve:
“Non volgerTi via da me, Signore!”
Non posso aggiungere altro.
E ora la mia invocazione:
“Signore, non lasciarmi.
Ti troverò. Conosco tutte le Tue
dimore.
Tu sei in tutto!”
Misericordia, Signore. La mia preghiera
e’ semplice.
Il mio mantra e’ breve e l’invocazione
pressante.
Ma come io non posso lascarTi, cosi Tu
non puoi nasconderTi a me.
Il mio orecchio ode il Tuo passo. La mia bocca e’ dolce
del Tuo divino sapore,
perché Sei il mio cibo.
Riuscerò a invocarTi, Signore?
Temo che la mia preghiera Ti dispiaccia,
e il mantra non sia accettabile.
Ma mi aggrapperò alla Tua Veste.
Oserò farlo, Signore,
e con coraggio conquisterò l’oceano
della felicita. Perché lo voglio."
(Agni Yoga, Vol. 1, Foglie del Giardino di Moria)
venerdì 13 gennaio 2012
Stò infatti vivendo una crisi di identità, scricchiolano dei pilastri su cui ho poggiato molto del mio credo ... (Luca)
Luca:
… Stò infatti vivendo una crisi di identità, scricchiolano dei pilastri su cui ho poggiato molto del mio credo in cui mi identifico.Avrò radicato anch'io i miei valori come un gigante che si poggia su piedi d'argilla?
In altre parole:ho vissuto finora nell'illusione?
No,non è un mero esercizio speculativo il mio,ma la realtà che stò vivendo è così difforme da come l'ho creduta e vissuta finora ....
...eppure l'uomo,o meglio alcuni uomini,che però rivelano le potenzialità di TUTTI gli uomini,possiede in sè stesso tali energie e capacità positive che perchè mai deve prevalere l'istinto e dargli corso esecutivo pratico,di sopraffare il tuo simile per occupare anche il suo spazio vitale?Il nostro corpo non ha una dimensione FINITA che ci persuade per l'evidenza fisica stessa della sua esistenza e percezione della sua finitezza,che non può dilatarsi oltre i limiti che le leggi naturali gli hanno scritto dentro fin dal momento della sua nascita e fino alla conclusione naturale della sua esistenza in vita,in questa vita che conosciamo e viviamo giorno x giorno?
L'anima/l'animo invece no può dilatarsi,non dico all'infinito,ma può dilatarsi fino ad uscire dal nostro stesso Io,dal "Sè",se non uso impropriamente questo termine,per arrivare ad amare l'altro come parte del nostro "Sè",perchè se percepiamo,se perveniamo attraverso le traversie della vita a percepire la nostra finitezza,la nostra incompiutezza,il nostro essere incompleti,come non "approfittare"del copletamento ed arriccchimento vicendevole,in una dialettica che non sia sopraffazione?
Fatico ad esprimere in modo lineare e consequenziale il filo del mio pensiero e del mio sentire,l'esposizione per chi mi legge risulta contorta,ma gli interrogativi si spalancano e la sete di conoscere risposte che ti convincano,ti conquistino e ti pervadano fino al midollo,cresce.
Non risposte pre-confezionate,l'estetica non deve essere/non può essere/non è una crosta che riveste il nulla:gratta gratta sotto l'estetica ci DEVE essere l'etica altrimenti dove stà la verità di "fatti non fummo per viver come bruti,ma per perseguire virtute e conoscenza"?...(la virtute è ardua da perseguire,ma almeno la conoscenza...senza la quale non c'è speranza di arrivare alla virtù..)...e la citazione di Dante non vuole essere un esercizio di erudizione,ma mi è venuta fuori proprio per la legge degli opposti,dopo aver assistito/vissuto la piece di teatro dell'assurdo,oggi,quando mi sono sentito dire in faccia,ma parlando in terza persona come se non fossi stato presente....."ma non è che rischiamo che il Noseda sia iper-tutelato"nei confronti di tutti gli altri?...ma gli altri chi?
....devo essere "recuperato",in effetti non mi sono accorto finora che Via Volta fosse S.Patrignano,e nemmeno che avevo di fronte Muccioli.....ma forse i veri tossici sono tali perchè non si accorgono che piano-piano lo diventano...e lo sono diventato anch'io.....mah?!....
buonanotte.
Luca
A.:
ciao Luca. ti propongo due “pillole” di Psicologia Cardinale:
1) Dio è Perfetto, Onnipotente e Onnipresente
2) “amerai il Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” (Mt 22:37)
una vita umana di solito non è un periodo di tempo abbastanza lungo per digerirle. ma il livello della salute psichica dipende dal progresso già fatto nel “digerire”. perciò ti raccomando di non perdere tempo nei esercizi mentali basati sui “pilastri su cui ho poggiato per molto tempo del mio credo”
come un catalizzatore per processo di “digerire” ti propongo questo pensiero e un racconto:
“Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la vostra fede, messa alla prova, produce pazienza. E la pazienza completi l’opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla.” (Lettera di Giacomo)
"Avvenne un tempo che, san Francesco d’Assisi e frate Leone andando da Perugia a Santa Maria degli Angeli, il santo frate spiegasse al suo compagno di viaggio cosa fosse la “perfetta letizia”.
Era una giornata d’inverno e faceva molto freddo e c’era pure un forte vento tanto che procedevano camminando l’uno innanzi all’altro e, mentre frate Leone stava avanti, frate Francesco chiamandolo diceva: frate Leone, se avvenisse, a Dio piacendo, che i frati minori dovunque si rechino dessero grande esempio di santità e di laboriosità, annota e scrivi che questa non è perfetta letizia.
Andando più avanti San Francesco chiamandolo per la seconda volta gli diceva: O frate Leone, anche se un frate minore dia la vista ai ciechi, faccia raddrizzare gli storpi, scacci i demoni, dia l’udito ai sordi, fa camminare i paralitici, dia la parola ai muti, e addirittura fa resuscitare i morti di quattro giorni; scrivi che non è in queste cose che sta la perfetta letizia.
E ancora andando per un poco san Francesco grida chiamandolo: O frate Leone, se un frate minore parlasse tutte le lingue e conoscesse tutte le scritture e le scienze, e sapesse prevedere e rivelare non solo il futuro ma anche i segreti più intimi degli uomini; annota che non è qui la perfetta letizia.
E andando ancora più avanti san Francesco chiamando forte diceva: O frate Leone pecorella di Dio, anche se il frate minore parlasse la lingua degli angeli, conoscesse tutti i misteri delle stelle, tutte le virtù delle erbe, che gli fossero rivelati tutti i tesori della terra, e tutte le virtù degli uccelli, dei pesci, delle pietre, delle acque; scrivi, non è qui la perfetta letizia.
E andando più avanti dopo un po’ san Francesco chiamava il su compagno di viaggio: O frate Leone, anche se i frati minori sapessero predicare talmente bene da convertire tutti i non credenti alla fede di Cristo; scrivi non è questa la perfetta letizia.
E così andando per diversi chilometri quando, con grande ammirazione frate Leone domandò: Padre ti prego per l’amor di Dio, dimmi dov’è la perfetta letizia. E san Francesco rispose: quando saremo arrivati a Santa Maria degli Angeli e saremo bagnati per la pioggia, infreddoliti per la neve, sporchi per il fango e affamati per il lungo viaggio busseremo alla porta del convento. E il frate portinaio chiederà: chi siete voi? E noi risponderemo: siamo due dei vostri frati. E Lui non riconoscendoci, dirà che siamo due impostori, gente che ruba l’elemosina ai poveri, non ci aprirà lasciandoci fuori al freddo della neve, alla pioggia e alla fame mentre si fa notte. Allora se noi a tanta ingiustizia e crudeltà sopporteremo con pazienza ed umiltà senza parlar male del nostro confratello, anzi penseremo che egli ci conosca ma che il Signore vuole tutto questo per metterci alla prova, allora frate Leone scrivi che questa è perfetta letizia. E se noi perché afflitti, continueremo a bussare e il frate portinaio adirato uscirà e ci tratterà come dei gaglioffi importuni, vili e ladri, ci spingerà e ci sgriderà dicendoci: andate via, fatevi ospitare da altri perché qui non mangerete né vi faremo dormire. Se a tutto questo noi sopporteremo con pazienza, allegria e buon umore, allora caro frate Leone scrivi che questa è perfetta letizia.
E se noi costretti dalla fame, dal freddo e dalla notte, continuassimo a bussare piangendo e pregando per l'amore del nostro Dio il frate portinaio perché ci faccia entrare. E questi furioso per cotanta molesta insistenza si riprometterebbe di darci una sonora lezione, anzi uscendo con un grosso e nodoso bastone ci piglierebbe dal cappuccio e dopo averci fatto rotolare in mezzo alla neve, ci bastonerebbe facendoci sentire uno ad uno i singoli nodi. Se noi subiremo con pazienza ed allegria pensando alle pene del Cristo benedetto e che solo per suo amore bisogna sopportare, caro frate Leone, annota che sta in questo la perfetta letizia. Ascolta infine la conclusione, frate Leone: fra tutte le grazie dello Spirito Santo e doni che Dio concede ai suoi fedeli, c'è quella di superarsi proprio per l'amore di Dio per subire ingiustizie, disagi e dolori ma non possiamo vantarci e glorificarci per avere sopportato codeste miserie e privazioni perché questi meriti vengono da Dio. Infatti le sacre scritture dicono: cosa hai tu che non sia stato concesso da Dio? E se tu hai ricevuto una grazia da Dio perché te ne vanti come se fosse opera tua? Noi ci possiamo gloriare nella nostra croce fatta di sofferenze e privazioni. Sul Vangelo sta scritto: Io non mi voglio gloriare se non nella croce di nostro Signore Gesù Cristo" (Perfetta Letizia)
domenica 8 gennaio 2012
anno 2012 terrestre e Bene Assoluto
sara:
ciao!
sara
claudia:
mi vien voglia di vedere come sarà il cielo in quel periodo intorno al solstizio
(l'hai già fatto Alexander?)
in realtà l'asse terra-sole dovrebbe essere sempre allineato con il centro della galassia (direzione della costellazione del saggitario) al solstizio d'inverno, ma magari questa volta sarà particolarmente preciso.
comunque dato che c'è molto interesse su questo 2012, quest'anno dovremmo approfondire,
fare un lavoro di ricerca di tutte le varie versioni (antiche e moderne) e dedicarci qualche serata aperta o cafè ( come dicevamo) con la visione della scienza esoterica
sarebbe interessante spostare l'attenzione dall'idea di catastrofe senza però togliere valore alle interpretazioni ai segnali e soprattutto ai cicli
la tendenza quest'anno sarà quella appunto o catastrofista o denigratoria
noi dovremmo dare una voce differente e più saggia
ma x questo è utile essere molto ben informati
allora questo è un buon inizio Sara
a.:
qualsiasi evento che è già successo in passato, sta succedendo ora o succederà in qualunque momento di futuro fa parte del Perfetto Ordine o Bene Assoluto
il futuro della Terra lo conoscono solo Quelli nel Cosmo Che partecipano consciamente nel Perfetto Ordine considerando il nostro sistema solare come una parte (molto secondaria) del Tutto
perciò nessun essere umano può sapere che parte del Bene Assoluto farà l'umanità nel suo anno 2012 terrestre
martedì 3 gennaio 2012
Legge e Amore
il Sole da' sua energia al mondo vegetale. ma le regole del dare (4 stagioni e 4 fasi del giorno) non dipendono da chi riceve, ma da chi da' - Cosmo
Dio Ama Figli ma le Leggi della Sua Casa sono indiscutibili da Figli. perciò il monoteismo è cominciato dall'insegnamento di Mosè (Legge) e solo dopo è venuto Gesù (Amore)
nel suo rapporto con il Cosmo l'uomo moderno simile a un bambino che cerca sfruttare l'amore dei genitori per non rispettare le loro regole. amore nella sua mente è trasformato in "amore" e regole in "regole". in altre parole l'uomo crede in "Dio" che lo "ama"
mercoledì 28 dicembre 2011
Bibbia ... non è un libro di favole e nemmeno un librucolo per un'infanzia (Luca)
Luca:
… ovviamente per conoscere che il "bene" è "bene" bisognava poterlo paragonare con ciò che "non è bene",e gli è costata anche molto cara questa esperienza (almeno secondo la Bibbia,che per qualcuno può anche non essere un libro sacro,e nemmeno un testo sapienziale, liberissimo di pensarla così,ma per qualc'un altro contiene delle verità,pur nella difficoltà di comprensione,per noi uomini del 2000, di un linguaggio e di figure retoriche di 3000 o 2000 anni fà, o comunque non è un libro di favole e nemmeno un librucolo per un'infanzia che non ne vuole sapere di crescere
A:
sono completamente d'accordo con te, Luca. Bibbia come Vangelo, Corano, Tao Te Ching etc. sono libri sacri (sacro (lat.) - attaccare, aderire, avvincere). hanno scopo di aderire umanità a Dio. ma Parte Divina di questi libri uno puo leggere solo sapendo linguaggio della Verità - simboli e numeri. diversamente rimane solo parte profana - parole
se la "gregge di bipedi" (Maestro M.M., Agni Yoga) sapesse che cosa significa il fatto che Gesù era morto in ora 9 e in quel momento il velo tra 1 e 2 sala di una sinagoga era strappata, la morte di Gesù sarebbe considerata come la festa più grande e gioiosa in ultimi 2000 anni, e tutti chiese dovrebbero essere le case di gioia con Gesù risorto sopra altare
che cosa significa "In principio era il Verbo … " e che cosa è "il Verbo" in Vangelo secondo Giovanni che ti piace molto? (link: http://la-quarta-porta.blogspot.com/2011/10/la-verita-e-il-suo-linguaggio.html )
che cosa significa in linguaggio numerologico che Vangeli sono 4, e l'ultimo vangelo ha 3x7=21 capitoli, e che in questo ultimo capitolo di Vangelo Gesù venuto come 8 tra 7 discepoli, e che i pesci erano 153, e che Lui ha chiesto 3 volte Pietro "mi ami"?
e molte, molte altre parti di Vangelo ….
riguardando Bibbia, qui è una spiegazione esoterica di un solo versetto dall'Esodo fatto da Blavatskaya ("Dottrina Segreta") usando chiave metafisico e numerologico:
" … Mosè implora il Signore di mostrargli la sua “gloria”.
Evidentemente, ciò che dobbiamo accettare non è il semplice senso letterale come si trova nella Bibbia. Nella Cabala ci sono sette significati, e noi possiamo darne due:
[metafisico:]
"Tu non puoi vedere la mia faccia... Io ti metterò in una spaccatura della roccia e ti riparerò con la mia mano entre passo. Poi ritirerò la mano e tu vedrai il mio a’hoor, cioè il mio dorso". Questo significa: Io ti mosterò “il mio dorso”, cioè il mio universo visibile, la mia manifestazione inferiore, ma tu, essendo ancora incarnato, non puoi vedere la mia natura invisibile. Così procede la Cabala.
[numerologico:]
I numeri del nome “Mosè” sono quelli di “Io Sono Quello che Sono”, cosicché i nomi Mosè e Jehovah sono uniti nell’armonia numerica. La parola Mosè è 5+300+40 ) םשח ), e la somma dei valori delle sue lettere è 345; Jehovah, il Genio par excellence dell’Anno Lunare, assume il valore di 543, l’inverso di 345.
… Cosicché quando Mosè dice: “Lasciami vedere la tua faccia o la tua gloria”, e l’altro risponde giustamente, e con ragione: “Tu non puoi vedere la mia faccia... ma mi vedrai di dietro”, il senso è vero, anche se le parole non sono precise; perché l’angolo e il dietro di 543 è la faccia di 345.
LA VOCE DEL SILENZIO
LA VOCE DEL SILENZIO
DEDICATO AI POCHI
QUESTE istruzioni sono per coloro che ignorano i pericoli
"Questa terra, o discepolo, è la stanza del Dolore, dove lungo il Sentiero delle dure prove sono sparse insidie per avvolgere il tuo ego nell’illusione detta la “Grande Eresia”.
Questa terra, o discepolo ignaro, è soltanto il vestibolo tenebroso che conduce a quel crepuscolo che precede la valle di vera luce — quella luce che vento non può estinguere, che arde senza lucignolo e senza alimento.
Dice la Grande Legge: “Per diventare il conoscitore del Sé, devi prima essere il conoscitore del sé”. Per giungere alla conoscenza di questo sé, devi abbandonare il sé al Sé, l’essere al non-essere, e allora potrai riposare fra le ali del GRANDE UCCELLO. Dolce invero è riposare tra le ali di quello che non è nato, né muore, ma è l’AUM attraverso eterne età.
Cavalca l’Uccello di Vita, se vuoi sapere.
Rinunzia alla tua vita, se vuoi vivere."
martedì 27 dicembre 2011
bene e male
Claudia:
una altra cosa importante che hai detto Anna,
.....che la verità è oltre le parti e oltre gli opposti.....
staccarci proprio dall'idea e dal giudizio tra bene e male
cancellare gli schemi mentali del passato
anche quelli a cui siamo più affezionati
come se dovessimo ricostruire l'applicazione di questa consapevolezza
nel mondo della materia, nel nostro quotidiano
Luca:
...e nel mondo dello spirito,che si costruisce e purtroppo a volte si destruttura,anche,con le esperienze del nostro quotidiano.
Non sono proprio così completamente d'accordo che sia giusto staccarsi dal giudizio e dall'dea del bene e del male.
Forse da un'idea preconcetta di bene e di male sì, ma il discernimento tra ciò che è retto e ciò che è sviato o svia credo debba essere nutrito, allargato, approfondito, attualizzato e contestualizzato,ma è innata quest'aspirazione nell'essere umano,tant'è che fin dai primi passi l'uomo ha aspirato a conoscere la differenza fra bene e male...(ovviamente per conoscere che il "bene" è "bene" bisognava poterlo paragonare con ciò che "non è bene",e gli è costata anche molto cara questa esperienza (almeno secondo la Bibbia,che per qualcuno può anche non essere un libro sacro,e nemmeno un testo sapienziale, liberissimo di pensarla così,ma per qualc'un altro contiene delle verità,pur nella difficoltà di comprensione,per noi uomini del 2000, di un linguaggio e di figure retoriche di 3000 o 2000 anni fà,o comunque non è un libro di favole e nemmeno un librucolo per un'infanzia che non ne vuole sapere di crescere)
A:
1) in assoluto bene-male non esiste. Assoluto è Tutto, perciò non esiste niente altrove che potrebbe fare bene-male ad Assoluto
2) per chi non è Assoluto ma fa parte del Relativo (tutto ciò che è solo una parte del Tutto) bene-male esiste: bene è tutto che risulta nell'espansione (rafforzamento) del suo sistema e male è tutto che risulta nel riduzione (indebolimento) dell'esso
3) nel mondo di Relativo bene-male è necessariamente relativo e questa relatività è definita dalla sottolegge di distacco della Legge di Gerarchia dalla Coscienza: per ogni piano gerarchicamente superiore della coscienza bene-male dei piani inferiori sono "bene-male" illusori e inesistenti
esempio: bene-male di bambini attaccati a giocatoli è ridicolo e non ha senso per adulti, e bene-male dei adulti attaccati a loro mondo personale (sé) non ha senso per loro Anime (Sé), etc.
4) esiste la Legge di Evoluzione della Conoscenza di Bene-Male: ogni parte del Relativo (scintilla Divina o Monade "caduta" in Relativo o "figlio prodigo") si evolve in modo conscio o inconscio verso Assoluto: sempre in processo di spostamento dal livello attuale di conoscenza bene-male al livello più superiore. per ogni essere umano il "motore a quatto tappe" di questa evoluzione è (fede in un bene) --> (esperienza che rivela relatività di bene) --> (ragione che espande conoscenza di bene) --> (conoscenza che fa base del fede in un bene nuovo) etc., etc., ...
alla fine: ciò che hanno detto Claudia e Luca sul bene-male è relativamente vero: la verità di Claudia è la verità della tappa 4 (distacco dal bene-male precedente verso bene-male nuovo conosciuto) e la verità di Luca è la verità della tappa 3 (ricerca di bene-male nuovo dopo fallimento di bene-male precedente)
domenica 25 dicembre 2011
rilessione della Notte di Natale 2011 (Luca)
Desidero condividere questa riflessione con Sasha.
Il suo punto di vista sarà sicuramente d'angolatura diversa, spero a completamento di una Verità così forte e d'aiuto a svelare e a capire alcuni dei suoi significati.
buonanotte
---------- Messaggio inoltrato ----------
grazie.
Che la notte di Natale riesca a far entrare la Luce nelle persone,anche quelle che la rifiutano e preferiscono chiudersi con il loro buio.
Basta che solo uno spiraglio di questa luce entri per una breccia che lasciamo aperta anche inavvertitamente e le tenebre si dissolveranno,poco a poco ma inesorabilmente.
"Venne nel mondo la luce,quella vera,che illumina ogni uomo-......Ma a quanti lo accolsero.....diede il potere di diventare figli di Dio".
Il prologo del Vangelo secondo S.Giovanni è così denso di significato,che ogni volta che lo ascolto,e di solito viene letto per il Te Deum di ringraziamento l'ultimo giorno dell'anno,che vorrei poter penetrare nei mille significati e nell'unico significato profondo che ogni parola di questa pagina trasuda.
Così come quando sento la pagina dell'Antico Testamento in cui Dio domanda a Salomone qual'è il dono che vuole ricevere-uno solo-e Salomone risponde la sapienza che è quella del cuore,e gli viene concessa,quanto vorrei poterne avere un pò,
Ma è un dono che và conquistato giorno dopo giorno,ed è arduo, perchè noi siamo incostanti e non coerenti.
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mi piace molto la tua "riflessione della Notte da Natale", Luca
ti posso dare un solo consiglio: quando ami Dio "con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente" (Mt 22:37) non devi chiedere nessuno completamento dal nessuno essere umano sulla Terra - sei già completo. perché nella Sua risposta al tale amore Lui ti manderà Amore e Saggezza (Sapienza): perchè Amore Suo (Verticale della Croce) deve "uscire" da te verso prossimo (Orizzontale della Croce) con Saggezza
ma c'è un condizionamento al "tale amore", Luca. "tutto il cuore" deve essere pulito da tutti attaccamenti. perché solo "i puri di cuore vedranno Dio" (Mt 5:8):
“Quando preghi, chiudi la porta; ossia, la porta dei sensi. Tienila sprangata contro tutti i fantasmi e le immagini. Niente piace a Dio più di una mente libera da tutte le occupazioni e distrazioni. Una mente in tale condizioni viene trasformata in Dio, per lei non può pensare o comprendere nulla, non può amare altro che Dio. Colui che penetra dentro se stesso trascendendo se stesso, ascende realmente a Dio” (Alberto Magno).
martedì 20 dicembre 2011
"Dice la Grande Legge: “Per diventare il conoscitore del SÉ
UNIVERSALE, devi prima essere il conoscitore del Sé”. Per giungere alla conoscenza di questo Sé, devi abbandonare il sé al non-sé, l’essere al nonessere, e allora potrai riposare fra le ali del GRANDE UCCELLO. Dolce invero è riposare tra le ali di quello che non è nato, né muore, ma è l’AUM attraverso eterne età.
Cavalca l’Uccello di Vita, se vuoi sapere.
Rinunzia alla tua vita, se vuoi vivere.
Tre Aule, o stanco Pellegrino, conducono al termine delle prove. Tre Aule, o Conquistatore di Mâra, ti condurranno per tre stati al quarto, e da questo ai sette Mondi, ai Mondi dell’Eterno Riposo ...
Se vuoi, o Discepolo, attraverso l’Aula della Sapienza raggiungere la valle di Beatitudine, chiudi fortemente i tuoi sensi alla grande e funesta eresia della Separazione che ti allontana dalla pace.
Non lasciare che il tuo “Divino-Nato”, immerso nell’oceano di Mâyâ, si distacchi dalla Madre universale (ANIMA), ma lascia che l’igneo potere si ritiri nel più intimo asilo, nella camera del cuore, nel soggiorno della Madre del Mondo.
Allora dal cuore quel potere s’innalzerà alla sesta regione, la media, posta fra i tuoi occhi, dove diventerà il respiro dell’ANIMA-UNA, la voce che tutto riempie, la voce del tuo MAESTRO ...
I semi della Sapienza non possono germogliare né crescere in un luogo senz’aria. Per vivere e raccogliere esperienza, la mente abbisogna di larghezza, di profondità e di punti per attirarla verso l’Anima Diamante. Non cercar questi punti nel regno di Maya: ma sorvola oltre le illusioni, e cerca l’eterno, l’immutabile SAT, diffidando dei falsi suggerimenti della fantasia. Poiché la mente è come uno specchio: raccoglie polvere mentre riflette.
Sono necessarie le dolci brezze della Sapienza dell’Anima per levare la polvere delle nostre illusioni. Cerca, o Principiante, di fondere insieme la tua mente e l’Anima tua.
Fuggi l’ignoranza, fuggi del pari l’illusione. Distogli il tuo sguardo dagli inganni del mondo; diffida dei tuoi sensi che sono bugiardi.
Ma dentro il tuo corpo, tabernacolo delle tue sensazioni, cerca nell’Impersonale l’Uomo Eterno; e trovatolo, guarda all’interno: tu sei Buddha.
E.Blavatskaya
Da LA VOCE DEL SILENZIO
Come mio solito tento di mettere insieme più cose, più aspetti della discussione (mercurio).
Siamo tra l''esperienza sulla terra e il distacco da essa.
Vogliamo essere consci della nostra anima, vivere come anime uname, ma dobbiamo farlo su questa terra, quindi sperimentare proprio qua (fede-esperienza-ragione-coscienza), ed è proprio facendo esperienza che possiamo capire se siamo davvero onesti con noi stessi e se davvero il distacco dalle cose materiali (fisico) ed emotive (astrale) è in atto (nel momento di massimo stress riusciamo a mantenere la nostra disciplina, lealtà, pace interiore, distacco etc? o parte l'animale e cominciamo ad autoimbrogliarci??siamo abilissimi a farlo ormai..) e siamo quindi pronti ad essere davvero il nostro Se.
Il distacco da essa è anche la ricerca del mondo dietro il velo, di come funziona e la regole che ha.
Ha a che fare anche con i due sentieri di cui si parlava, e del passaggio da misticismo ad occultismo, della persa di responsabilità della propria spiritualità, del proprio essere una scintilla Divina che deve fare la sua parte, senza delegare ad una religione o credo, ma esplorando dentro e fuori, imparando ad essere umili di fronte a Dio, essere Se ma rinunciarci allo stesso momento, accettare le regole che poi sono una.
Rispetto al linguaggio simbolico vorrei aggiungere (e insieme domandare) questo, il linguaggio della geometria e dei numeri è il più sintetico, un altro linguaggio è possibile quando non si possono più usare le parole per spiegare è quello usato nelle parabole e che usa anche Agni Yoga, ed è quello delle immagini, è in qualche modo evocativo, lavora sugli archetipi collettivi e sull'intuizione, succede così che una stessa serie di numeri o di immagini possono illuminare delle parti ma possono anche non dire nulla (alla mente conscia) allo stesso tempo possono suscitare pensieri diversi a seconda del filo che si sta seguendo, del momento, di chi legge ma cosa interessante è che questi tipi di linguaggio lavorano da 'dentro' e parlano al nostro aspetto più divino, o perlomeno quell'aspetto ne capisce il linguaggio e poi piano piano ce lo trasmette, ce ne trasmette l'essenza.
(Claudia M.)
(Claudia M.)
regole della "scuola"
ho chiesto stamattina Antonella: "pensi che sono troppo duro con Alessandro?" (riguardando miei ultimi commenti critici). mi ha risposto: "sicuramente. il suo ultimo commento su solitudine con testo di Giovanni Climaco era molto bello. provi prima tu raggiungere questo livello e dopo criticare …"
ragionamenti e comportamenti permessi nella scuola materna sono errati e proibiti nella scuola primaria. incontri di gruppo, approfondimenti e discussioni sul blog sono il tempo di "scuola primaria del Raja Yoga" per chi vuole partecipare:
"La scienza del Raja Yoga, la “scienza regale dell’Anima”, quale esposta dal massimo suo studioso, Patanjali, otterrà grandissimo consenso in Occidente. Infatti - per la legge dei cicli - la quinta razza madre deve inevitabilmente toccare il suo culmine. Per sua legge intrinseca, quel vertice sarà il giusto uso della mente da parte dell’Anima, a fini collettivi e per promuovere una coscienza d’assieme nel mondo fisico.Finora la mente o è stata prostituita a fini materiali o deificata. Con l’ausilio del Raja Yoga, sarà intesa come strumento dell’Anima, come suo mezzo per illuminare il cervello, ché si conosca il suo reame." ("La Luce dell'Anima", A.Bailey)
chi vuole "illuminare il cervello" deve accettare le regole della scuola. o meglio dire "il tempo di scuola". il mio ruolo è tenere "canale" del Raja Yoga nella sua purezza
siamo nell'Acquario. il Cosmo non da più energia per il programma dei Pesci. (fanatismi devozionali di monastero di Bose da primi secoli del cristianesimo è degrado e spreco di energie). ciò che era apprezzato nella scuola materna non serve alla scuola primaria:
"Tutti gli Yoga hanno concorso allo sviluppo dell’uomo. Durante la prima razza, del tutto fisica, chiamata Lémure, si impose all’umanità, ancora infantile, l’Hatha Yoga, che concerne il fisico [FISICO]… . Al tempo dell’Atlantide, il progresso fu favorito da due Yoga. Quello ora chiamato Laya Yoga, o dei centri, che stabilizzava il corpo eterico e i centri e sviluppava la natura astrale e psichica. A seguito di ciò, si aggiunse il Bhakti Yoga, ponendo le basi di quel misticismo, di quella devozione, che furono incentivi dominanti anche della razza Ariana [cristianesimo, ASTRALE] … Ora, nella razza Ariana, la pratica del Raja Yoga subordina e controlla la mente [MENTALE] … Il Raja Yoga, per cui si assume una posizione direttiva di controllo, in quanto la coscienza si accentra nell’anima, rende inutili le altre forme di Yoga, poiché il maggiore include necessariamente gli effetti, e non le pratiche, del minore." ("La Luce dell'Anima", A.Bailey)
perciò, A.Bailey fa molti riferimenti ai santi cristiani nel libro "Dall'Intelletto all'Intuizione", ma solo per indicare la via dal misticismo [astrale, devozionale] all'occultismo [mentale, esoterico]
e che riguarda le regole: gruppo di Milano ha accettato le regole del "tempo di scuola". (quando sono liberi si divertono accontentando loro "bambino" (pitri lunari dell'Atlantide) alle conferenze dell'astrologia "evolutiva" basata sul libro "La Luna, matrice dell'anima"). gruppo di Como all'età di 8 anni, quando il "tempo di scuola materna" è finito non hanno accettato le regole. ma io non posso cambiare i ritmi cosmici. energia di gruppo è chiusa (ed Anna ha sentito questo fisicamente)
sabato 17 dicembre 2011
142 — Scegliamo un esempio dal mondo animale. Allorché organismi nutriti da uno stesso sangue si separano, tale processo evoca sempre un senso di incompletezza dell’essere. La progenie dei piccoli, ciechi neonati si sottomette con tanta incoscienza alle forze della natura che solo la compassione li nota. Ma il tempo trascorre, e quelli divengono un branco poderoso. È vero che lottano fra loro, ma attaccano il nemico congiunti. Si è quindi sviluppata una nuova forza, nonostante la pochezza dell’inizio.
Prendiamo ad esempio una costruzione. Per edificare la nuova casa si abbatte la vecchia. Ogni pietra, ogni trave rimosse dalla vecchia sede gridano contro l’ingiustizia di quell’atto. Ma la demolizione si compie e una nuova energia divampa. Kali, il Distruttore, diviene la Madre, il Creatore. Con i resti del vecchio si erige una struttura nuova. Una nuova energia pervade lo spazio Questi semplici esempi ricordano la necessità di rigenerare l’energia.
Se Ci riferissero di una forma rimasta invariata da un millennio, rimpiangeremmo soprattutto l’assenza di progresso della spirale di energia che avvolge quella struttura. La Nostra gioia sarà sempre la grande azione. Noi chiamiamo distruzione creativa quella che contiene la tensione al futuro. La creazione cosciente di un nuovo flusso di energia fa comprendere le correnti cosmiche. Pensate dunque alla necessità di manifestare movimento, sia nel pensiero che nell’azione. Tutti hanno udito dell’avvento della Nuova Era. Potrebbe il nuovo giungere inattivo? È meglio salutare un nuovo cucciolo cieco che un vecchio pappagallo che ripete cose superate. Raffrontate gli Insegnamenti di vita elargiti all’umanità; senza influire sul precedente, ciascuno di essi apre porte nuove alla conoscenza. Le perenni realtà della vita sono i fondamenti di ogni specifico Insegnamento. Quindi sono da studiare non per erudizione, ma per applicarli alla vita. Solo in tal modo potete creare un flusso di energia.
147 — Bisogna capire bene la differenza fra aspettativa e sforzo. L’aspettativa contiene sempre un momento di inattività, mentre nello sforzo c’è sempre un volo nel futuro. Questa distinzione è intesa solo da chi non resta soddisfatto del corso della vita presente e pensa al flusso incessante delle esistenze su altri pianeti.
163 — Chi vuole nuotare deve tuffarsi senza paura. E chi ha deciso di far suo l’Agni Yoga deve, tramite esso, trasformare tutta la sua vita. Perché si pensa a malincuore di concedere allo Yoga una parte di qualche ora d’ozio, per vivere il resto del tempo nel pensiero impuro? In verità ogni atto deve essere pervaso da un purificante sforzo ardente.
Ricordate come ho iniziato con voi il conseguimento dell’Agni Yoga. Allo stesso modo conducete i vostri discepoli alla padronanza dello Yoga del Fuoco. Come scultori, cominciate a modellare le varie superfici della materia grezza. Così, con continuità e all’improvviso, fate sprizzare faville di fuoco vitale dalla superficie del caos. Come il gioco della Gran Madre acquista potenza nelle spirali dell’energia di Fohat, del pari, senza paura, offrite agli uomini una comprensione completa della vita — più completa di quella attesa — nella realizzazione dell’Infinito. Non datevi pensiero dei voli e delle cadute dello spirito. Non sono altro che le curve spirali del moto. Ben peggiore è la distrazione costante e l’egocentrismo.
Lasciate che l’Agni Yoga vi conduca sulla via dove si forgia la fiamma; è un processo simile all’eterna creazione delle formazioni cosmiche. Questo Yoga, che è il più sintetico, esige l’impegno di costruire tutta la vita secondo una disciplina che all’esterno non appare. Se questa disciplina essenziale non è sentita come un giogo, ma è percepita come la gioia della responsabilità, si può dire che il primo Cancello si è aperto. Il secondo Cancello si schiude allorché si inizia a cooperare con i mondi lontani. Quando poi s’intendono i fondamenti dell’evoluzione, cadono le sbarre del terzo Cancello. E infine, quando si realizza la supremazia del corpo astrale densificato, i battenti del quarto Cancello si spalancano. Mentre quest’ascesa prosegue, si accendono i fuochi dei centri di conoscenza, e fra il lampeggiare delle energie più sottili si sviluppa la conoscenza-diretta. Amate dunque il fuoco della conoscenza e vegliate sulla crescita del potere.
165 — Il sentiero dell’eremita non è la Nostra via. Bisogna offrire alla vita i fiori dell’esperienza. Del resto, chi sceglierebbe per sé il facile metodo di un’esistenza senza scosse? Chi vorrebbe scegliere per sé il ruolo di spettatore durante una battaglia? D’ora in poi non ci saranno spettatori né oziosi, perché la Fiamma già lambisce la soglia.
martedì 13 dicembre 2011
la ricerca della felicità
allora .., continueremo la ricerca? (ieri sera abbiamo discusso, fino ad un litigio, con Antonella su "che cosa è amore" …)
ho una grossa difficoltà di esprimere le leggi esoteriche con parole. ma spero che con te, Luca, sarà più facile. sei di Vergine. devi essere mentale e razionale
1) Dio è un perfetto equilibrio. e nella "nostra" realtà è un perfetto equilibrio tra gli opposti: alto e basso, caldo e freddo, secco e umido, etc., etc., … . è una legge cosmica, Luca. si chiama la Legge degli Opposti. non è discutibile. ok? accetti caro, ti voglio bene
2) riguardando il Suo Amore verso di te, questo Amore ha la sua parte opposta che è Saggezza. Dio ti ama (Sua parte di Madre), ma non ti perdonerà mai nessun errore fatto contro le Sue Leggi (Sua parte di Padre). (in Oriente si chiama la legge di karma)
3) sei una persona credente. perciò sai che Lui è onnipresente e perfetto. onnipresente in ogni momento della tua vita dalla nascita alla morte. ed ogni momento della tua vita Lui esercita perfetto equilibrio tra Amore e Saggezza su di te tramite Tutto che ti circonda: tuo padre, tue sorelle, tuoi capi, natura, tempo, etc., etc. … . tutto è Lui
4) e c'è un tuo costante errore, Luca (uno degli errori, ma particolarmente importante in questo momento), che ti ho accennato questo sabato alla fine dell'approfondimento. fa parte della tua "croce". tu accetti "legge" nella famiglia dove deve prevalere "amore" e cerchi "amore" in "Mantero" dove prevale "legge". perciò danneggi il suo ruolo di manager. ma ricordi che la radice della problema è nella famiglia. dobbiamo "essere perfetti come il Padre Nostro" (Vangelo), Luca
domenica 11 dicembre 2011
rapporto tra dare ed avere
rapporto tra dare ed avere:
mondo oggettivo: ognuno da quel che ha
mondo soggettivo: ognuno ha quel che da
(Krishnamurti, La ricerca della felicità)
Domanda: Qual è il motivo per il quale, dalla nascita alla morte, le persone vogliono sempre essere amate e perché se ciò non accade esse non mostrano la stessa sicurezza in se stessi dei loro simili?
Pensate davvero che i loro simili siano così sicuri di sé? Possono anche camminare impettiti, darsi delle arie, ma scoprirete che dietro l'apparenza di sicurezza molte persone sono vuote, banali, mediocri, e non sono realmente sicure di sé. E perché desideriamo essere amati? Non desiderate forse essere amati dai vostri genitori, dai vostri insegnanti, dai vostri amici? E, se siete adulti, volete essere amati da vostra moglie, da vostro marito, dai vostri figli o dal vostro guru. Qual è la ragione di questa costante brama d'amore? Ascoltate attentamente. Volete essere amati perché non amate; ma nel momento stesso in cui amate, è tutto finito: non vi preoccupate più di sapere se qualcuno vi ama. Finché chiedete di essere amati, non ci sarà amore in voi; senza amore siete inguardabili, imbruttiti, e per quale ragione dovreste essere amati? Senza amore siete una cosa morta. Quando una cosa morta chiede amore è pur sempre morta. D'altra parte, se il vostro cuore trabocca d'amore, non chiederete mai di essere amati, né porgerete mai il vostro cappello di mendicante d'amore perché qualcuno vi faccia l'elemosina. Soltanto chi è vuoto chiede di essere riempito e un cuore vuoto non potrà mai essere riempito correndo dietro a un guru o cercando amore in cento altri modi.
martedì 29 novembre 2011
per informazione: gruppo di Como, anno di Scorpione
2011 è l'ottavo anno del gruppo di Como. 8=4x2 - la seconda "quarta porta": la porta di Scorpione. in caso concreto è la prova per passare dal "chela minore" al "chela nella luce". simboli:
1) l'ottava fatica di Ercole: il Sé "mette su ginocchi" il suo sé. superamento del orgoglio
2) ottobre, regno vegetale: distacco dal programma "polpa" e sottomissione al programma "seme"
3) l'ottavo anno: un bambino deve passare dal livello "scuola materna" al livello "scuola primaria". sottomissione alla disciplina dello studio del "linguaggio della verità" - scienza
l'inizio della via verso la II iniziazione umana. dall'etica della "caverna" all'etica della luce (link) (l'etica del discepolato)
mercoledì 23 novembre 2011
discepolato: stadi (il mito della caverna)
in termini della "caverna" di Platone
PLATONE, IL MITO DELLA CAVERNA (REPUBBLICA)
All’inizio del settimo libro della Repubblica Platone narra il mito della caverna, uno dei piú famosi ed affascinanti. In esso si ritrova – espressa nel linguaggio accessibile del mito – la teoria esoterica della conoscenza.
Repubblica, 514 a-517 a
1 [514 a] – In séguito, continuai, paragona la nostra natura, per ciò che riguarda educazione e mancanza di educazione, a un’immagine come questa. Dentro una dimora sotterranea a forma di caverna, con l’entrata aperta alla luce e ampia quanto tutta la larghezza della caverna, pensa di vedere degli uomini che vi stiano dentro fin da fanciulli, incatenati gambe e collo, sí da dover restare fermi e da [b] poter vedere soltanto in avanti, incapaci, a causa della catena, di volgere attorno il capo. Alta e lontana brilli alle loro spalle la luce d’un fuoco e tra il fuoco e i prigionieri corra rialzata una strada. Lungo questa pensa di vedere costruito un muricciolo, come quegli schermi che i burattinai pongono davanti alle persone per mostrare al di sopra di essi i burattini. – Vedo, rispose. – Immagina di vedere uomini che portano lungo il muricciolo oggetti [c] di ogni sorta sporgenti dal margine, e statue e altre [515 a] figure di pietra e di legno, in qualunque modo lavorate; e, come è naturale, alcuni portatori parlano, altri tacciono. – Strana immagine è la tua, disse, e strani sono quei prigionieri. – Somigliano a noi, risposi; credi che tali persone possano vedere, anzitutto di sé e dei compagni, altro se non le ombre proiettate dal fuoco sulla parete della caverna che sta loro di fronte? – E come possono, replicò, se sono costretti a tenere immobile il [b] capo per tutta la vita? – E per gli oggetti trasportati non è lo stesso? – Sicuramente. – Se quei prigionieri potessero conversare tra loro, non credi che penserebbero di chiamare oggetti reali le loro visioni? – Per forza. – E se la prigione avesse pure un’eco dalla parete di fronte? Ogni volta che uno dei passanti facesse sentire la sua voce, credi che la giudicherebbero diversa da quella dell’ombra che passa? – Io no, per Zeus!, [c] rispose. – Per tali persone insomma, feci io, la verità non può essere altro che le ombre degli oggetti artificiali. – Per forza, ammise. – Esamina ora, ripresi, come potrebbero sciogliersi dalle catene e guarire dall’incoscienza. Ammetti che capitasse loro naturalmente un caso come questo: che uno fosse sciolto, costretto improvvisamente ad alzarsi, a girare attorno il capo, a camminare e levare lo sguardo alla luce; e che cosí facendo provasse dolore e il barbaglio lo rendesse incapace di [d] scorgere quegli oggetti di cui prima vedeva le ombre. Che cosa credi che risponderebbe, se gli si dicesse che prima vedeva vacuità prive di senso, ma che ora, essendo piú vicino a ciò che è ed essendo rivolto verso oggetti aventi piú essere, può vedere meglio? e se, mostrandogli anche ciascuno degli oggetti che passano, gli si domandasse e lo si costringesse a rispondere che cosa è? Non credi che rimarrebbe dubbioso e giudicherebbe piú vere le cose che vedeva prima di quelle che gli fossero mostrate adesso? – Certo, rispose.
2 [e] – E se lo si costringesse a guardare la luce stessa, non sentirebbe male agli occhi e non fuggirebbe volgendosi verso gli oggetti di cui può sostenere la vista? e non li giudicherebbe realmente piú chiari di quelli che gli fossero mostrati? – È cosí, rispose. – Se poi, continuai, lo si trascinasse via di lí a forza, su per l’ascesa scabra ed erta, e non lo si lasciasse prima di averlo tratto alla luce del sole, non ne soffrirebbe e non s’irriterebbe [516 a] di essere trascinato? E, giunto alla luce, essendo i suoi occhi abbagliati, non potrebbe vedere nemmeno una delle cose che ora sono dette vere. – Non potrebbe, certo, rispose, almeno all’improvviso. – Dovrebbe, credo, abituarsi, se vuole vedere il mondo superiore. E prima osserverà, molto facilmente, le ombre e poi le immagini degli esseri umani e degli altri oggetti nei loro riflessi nell’acqua, e infine gli oggetti stessi; da questi poi, volgendo lo sguardo alla luce delle stelle e della luna, [b] potrà contemplare di notte i corpi celesti e il cielo stesso piú facilmente che durante il giorno il sole e la luce del sole. – Come no? – Alla fine, credo, potrà osservare e contemplare quale è veramente il sole, non le sue immagini nelle acque o su altra superficie, ma il sole in se stesso, nella regione che gli è propria. – Per forza, disse. – Dopo di che, parlando del sole, potrebbe già concludere che è esso a produrre le stagioni e gli anni e a governare tutte le cose del mondo visibile, e ad essere [c] causa, in certo modo, di tutto quello che egli e i suoi compagni vedevano. – È chiaro, rispose, che con simili esperienze concluderà cosí. – E ricordandosi della sua prima dimora e della sapienza che aveva colà e di quei suoi compagni di prigionia, non credi che si sentirebbe felice del mutamento e proverebbe pietà per loro? – Certo. – Quanto agli onori ed elogi che eventualmente si scambiavano allora, e ai primi riservati a chi fosse piú acuto nell’osservare gli oggetti che passavano e piú [d] rammentasse quanti ne solevano sfilare prima e poi e insieme, indovinandone perciò il successivo, credi che li ambirebbe e che invidierebbe quelli che tra i prigionieri avessero onori e potenza? o che si troverebbe nella condizione detta da Omero e preferirebbe “altrui per salario servir da contadino, uomo sia pur senza sostanza”, e patire di tutto piuttosto che avere quelle opinioni e vivere in quel modo? – Cosí penso anch’io, rispose; [e] accetterebbe di patire di tutto piuttosto che vivere in quel modo. – Rifletti ora anche su quest’altro punto, feci io. Se il nostro uomo ridiscendesse e si rimettesse a sedere sul medesimo sedile, non avrebbe gli occhi pieni di tenebra, venendo all’improvviso dal sole? – Sí, certo, rispose. – E se dovesse discernere nuovamente quelle ombre e contendere con coloro che sono rimasti sempre prigionieri, nel periodo in cui ha la vista offuscata, prima [517 a] che gli occhi tornino allo stato normale? e se questo periodo in cui rifà l’abitudine fosse piuttosto lungo? Non sarebbe egli allora oggetto di riso? e non si direbbe di lui che dalla sua ascesa torna con gli occhi rovinati e che non vale neppure la pena di tentare di andar su? E chi prendesse a sciogliere e a condurre su quei prigionieri, forse che non l’ucciderebbero, se potessero averlo tra le mani e ammazzarlo? – Certamente, rispose.
(Platone, Opere, vol. II, Laterza, Bari, 1967, pagg. 339-342)
la fine del "mito" vi spiega perché era ucciso Gesù
il gruppo si trova tra I e II iniziazione (quadrato blu)
il gruppo si trova tra I e II iniziazione (quadrato blu)
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