sabato 17 dicembre 2011

142 — Scegliamo un esempio dal mondo animale. Allorché organismi nutriti da uno stesso sangue si separano, tale processo evoca sempre un senso di incompletezza dell’essere. La progenie dei piccoli, ciechi neonati si sottomette con tanta incoscienza alle forze della natura che solo la compassione li nota. Ma il tempo trascorre, e quelli divengono un branco poderoso. È vero che lottano fra loro, ma attaccano il nemico congiunti. Si è quindi sviluppata una nuova forza, nonostante la pochezza dell’inizio.
Prendiamo ad esempio una costruzione. Per edificare la nuova casa si abbatte la vecchia. Ogni pietra, ogni trave rimosse dalla vecchia sede gridano contro l’ingiustizia di quell’atto. Ma la demolizione si compie e una nuova energia divampa. Kali, il Distruttore, diviene la Madre, il Creatore. Con i resti del vecchio si erige una struttura nuova. Una nuova energia pervade lo spazio Questi semplici esempi ricordano la necessità di rigenerare l’energia.
Se Ci riferissero di una forma rimasta invariata da un millennio, rimpiangeremmo soprattutto l’assenza di progresso della spirale di energia che avvolge quella struttura. La Nostra gioia sarà sempre la grande azione. Noi chiamiamo distruzione creativa quella che contiene la tensione al futuro. La creazione cosciente di un nuovo flusso di energia fa comprendere le correnti cosmiche. Pensate dunque alla necessità di manifestare movimento, sia nel pensiero che nell’azione. Tutti hanno udito dell’avvento della Nuova Era. Potrebbe il nuovo giungere inattivo? È meglio salutare un nuovo cucciolo cieco che un vecchio pappagallo che ripete cose superate. Raffrontate gli Insegnamenti di vita elargiti all’umanità; senza influire sul precedente, ciascuno di essi apre porte nuove alla conoscenza. Le perenni realtà della vita sono i fondamenti di ogni specifico Insegnamento. Quindi sono da studiare non per erudizione, ma per applicarli alla vita. Solo in tal modo potete creare un flusso di energia.

147 — Bisogna capire bene la differenza fra aspettativa e sforzo. L’aspettativa contiene sempre un momento di inattività, mentre nello sforzo c’è sempre un volo nel futuro. Questa distinzione è intesa solo da chi non resta soddisfatto del corso della vita presente e pensa al flusso incessante delle esistenze su altri pianeti.

163 — Chi vuole nuotare deve tuffarsi senza paura. E chi ha deciso di far suo l’Agni Yoga deve, tramite esso, trasformare tutta la sua vita. Perché si pensa a malincuore di concedere allo Yoga una parte di qualche ora d’ozio, per vivere il resto del tempo nel pensiero impuro? In verità ogni atto deve essere pervaso da un purificante sforzo ardente.
Ricordate come ho iniziato con voi il conseguimento dell’Agni Yoga. Allo stesso modo conducete i vostri discepoli alla padronanza dello Yoga del Fuoco. Come scultori, cominciate a modellare le varie superfici della materia grezza. Così, con continuità e all’improvviso, fate sprizzare faville di fuoco vitale dalla superficie del caos. Come il gioco della Gran Madre acquista potenza nelle spirali dell’energia di Fohat, del pari, senza paura, offrite agli uomini una comprensione completa della vita — più completa di quella attesa — nella realizzazione dell’Infinito. Non datevi pensiero dei voli e delle cadute dello spirito. Non sono altro che le curve spirali del moto. Ben peggiore è la distrazione costante e l’egocentrismo.
Lasciate che l’Agni Yoga vi conduca sulla via dove si forgia la fiamma; è un processo simile all’eterna creazione delle formazioni cosmiche. Questo Yoga, che è il più sintetico, esige l’impegno di costruire tutta la vita secondo una disciplina che all’esterno non appare. Se questa disciplina essenziale non è sentita come un giogo, ma è percepita come la gioia della responsabilità, si può dire che il primo Cancello si è aperto. Il secondo Cancello si schiude allorché si inizia a cooperare con i mondi lontani. Quando poi s’intendono i fondamenti dell’evoluzione, cadono le sbarre del terzo Cancello. E infine, quando si realizza la supremazia del corpo astrale densificato, i battenti del quarto Cancello si spalancano. Mentre quest’ascesa prosegue, si accendono i fuochi dei centri di conoscenza, e fra il lampeggiare delle energie più sottili si sviluppa la conoscenza-diretta. Amate dunque il fuoco della conoscenza e vegliate sulla crescita del potere.

165 — Il sentiero dell’eremita non è la Nostra via. Bisogna offrire alla vita i fiori dell’esperienza. Del resto, chi sceglierebbe per sé il facile metodo di un’esistenza senza scosse? Chi vorrebbe scegliere per sé il ruolo di spettatore durante una battaglia? D’ora in poi non ci saranno spettatori né oziosi, perché la Fiamma già lambisce la soglia.

martedì 13 dicembre 2011

la ricerca della felicità

allora .., continueremo la ricerca? (ieri sera abbiamo discusso, fino ad un litigio, con Antonella su "che cosa è amore" …)

ho una grossa difficoltà di esprimere le leggi esoteriche con parole. ma spero che con te, Luca, sarà più facile. sei di Vergine. devi essere mentale e razionale

1)      Dio è un perfetto equilibrio. e nella "nostra" realtà è un perfetto equilibrio tra gli opposti: alto e basso, caldo e freddo, secco e umido, etc., etc., … . è una legge cosmica, Luca. si chiama la Legge degli Opposti. non è discutibile. ok? accetti caro, ti voglio bene
2)      riguardando il Suo Amore verso di te, questo Amore ha la sua parte opposta che è Saggezza. Dio ti ama (Sua parte di Madre), ma non ti perdonerà mai nessun errore fatto contro le Sue Leggi (Sua parte di Padre). (in Oriente si chiama la legge di karma)
3)      sei una persona credente. perciò sai che Lui è onnipresente e perfetto. onnipresente in ogni momento della tua vita dalla nascita alla morte. ed ogni momento della tua vita Lui esercita perfetto equilibrio tra Amore e Saggezza su di te tramite Tutto che ti circonda: tuo padre, tue sorelle, tuoi capi, natura, tempo, etc., etc. … . tutto è Lui
4)      e c'è un tuo costante errore, Luca (uno degli errori, ma particolarmente importante in questo momento), che ti ho accennato questo sabato alla fine dell'approfondimento. fa parte della tua "croce". tu accetti "legge" nella famiglia dove deve prevalere "amore" e cerchi "amore" in "Mantero" dove prevale "legge". perciò danneggi il suo ruolo di manager. ma ricordi che la radice della problema è nella famiglia. dobbiamo "essere perfetti come il Padre Nostro" (Vangelo), Luca   

domenica 11 dicembre 2011

rapporto tra dare ed avere


rapporto tra dare ed avere:
mondo oggettivo: ognuno da quel che ha
mondo soggettivo: ognuno ha quel che da

(Krishnamurti, La ricerca della felicità)


Domanda: Qual è il motivo per il quale, dalla nascita alla morte, le persone vogliono sempre essere amate e perché se ciò non accade esse non mostrano la stessa sicurezza in se stessi dei loro simili?


Pensate davvero che i loro simili siano così sicuri di sé? Possono anche camminare impettiti, darsi delle arie, ma scoprirete che dietro l'apparenza di sicurezza molte persone sono vuote, banali, mediocri, e non sono realmente sicure di sé. E perché desideriamo essere amati? Non desiderate forse essere amati dai vostri genitori, dai vostri insegnanti, dai vostri amici? E, se siete adulti, volete essere amati da vostra moglie, da vostro marito, dai vostri figli o dal vostro guru. Qual è la ragione di questa costante brama d'amore? Ascoltate attentamente. Volete essere amati perché non amate; ma nel momento stesso in cui amate, è tutto finito: non vi preoccupate più di sapere se qualcuno vi ama. Finché chiedete di essere amati, non ci sarà amore in voi; senza amore siete inguardabili, imbruttiti, e per quale ragione dovreste essere amati? Senza amore siete una cosa morta. Quando una cosa morta chiede amore è pur sempre morta. D'altra parte, se il vostro cuore trabocca d'amore, non chiederete mai di essere amati, né porgerete mai il vostro cappello di mendicante d'amore perché qualcuno vi faccia l'elemosina. Soltanto chi è vuoto chiede di essere riempito e un cuore vuoto non potrà mai essere riempito correndo dietro a un guru o cercando amore in cento altri modi.

martedì 29 novembre 2011

per informazione: gruppo di Como, anno di Scorpione



2011 è l'ottavo anno del gruppo di Como. 8=4x2 - la seconda "quarta porta": la porta di Scorpione. in caso concreto è la prova per passare dal "chela minore" al "chela nella luce". simboli:
1) l'ottava fatica di Ercole: il Sé "mette su ginocchi" il suo sé. superamento del orgoglio
2) ottobre, regno vegetale: distacco dal programma "polpa" e sottomissione al programma "seme"
3) l'ottavo anno: un bambino deve passare dal livello "scuola materna" al livello "scuola primaria". sottomissione alla disciplina dello studio del "linguaggio della verità" - scienza
      
l'inizio della via verso la II iniziazione umana. dall'etica della "caverna" all'etica della luce (link) (l'etica del discepolato)  

mercoledì 23 novembre 2011

discepolato: stadi (il mito della caverna)

in termini della "caverna" di Platone

PLATONE, IL MITO DELLA CAVERNA (REPUBBLICA)
All’inizio del settimo libro della Repubblica Platone narra il mito della caverna, uno dei piú famosi ed affascinanti. In esso si ritrova – espressa nel linguaggio accessibile del mito – la teoria esoterica della conoscenza.

Repubblica, 514 a-517 a
 1      [514 a] – In séguito, continuai, paragona la nostra natura, per ciò che riguarda educazione e mancanza di educazione, a un’immagine come questa. Dentro una dimora sotterranea a forma di caverna, con l’entrata aperta alla luce e ampia quanto tutta la larghezza della caverna, pensa di vedere degli uomini che vi stiano dentro fin da fanciulli, incatenati gambe e collo, sí da dover restare fermi e da [b] poter vedere soltanto in avanti, incapaci, a causa della catena, di volgere attorno il capo. Alta e lontana brilli alle loro spalle la luce d’un fuoco e tra il fuoco e i prigionieri corra rialzata una strada. Lungo questa pensa di vedere costruito un muricciolo, come quegli schermi che i burattinai pongono davanti alle persone per mostrare al di sopra di essi i burattini. – Vedo, rispose. – Immagina di vedere uomini che portano lungo il muricciolo oggetti [c] di ogni sorta sporgenti dal margine, e statue e altre [515 a] figure di pietra e di legno, in qualunque modo lavorate; e, come è naturale, alcuni portatori parlano, altri tacciono. – Strana immagine è la tua, disse, e strani sono quei prigionieri. – Somigliano a noi, risposi; credi che tali persone possano vedere, anzitutto di sé e dei compagni, altro se non le ombre proiettate dal fuoco sulla parete della caverna che sta loro di fronte? – E come possono, replicò, se sono costretti a tenere immobile il [b] capo per tutta la vita? – E per gli oggetti trasportati non è lo stesso? – Sicuramente. – Se quei prigionieri potessero conversare tra loro, non credi che penserebbero di chiamare oggetti reali le loro visioni? – Per forza. – E se la prigione avesse pure un’eco dalla parete di fronte? Ogni volta che uno dei passanti facesse sentire la sua voce, credi che la giudicherebbero diversa da quella dell’ombra che passa? – Io no, per Zeus!, [c] rispose. – Per tali persone insomma, feci io, la verità non può essere altro che le ombre degli oggetti artificiali. – Per forza, ammise. – Esamina ora, ripresi, come potrebbero sciogliersi dalle catene e guarire dall’incoscienza. Ammetti che capitasse loro naturalmente un caso come questo: che uno fosse sciolto, costretto improvvisamente ad alzarsi, a girare attorno il capo, a camminare e levare lo sguardo alla luce; e che cosí facendo provasse dolore e il barbaglio lo rendesse incapace di [d] scorgere quegli oggetti di cui prima vedeva le ombre. Che cosa credi che risponderebbe, se gli si dicesse che prima vedeva vacuità prive di senso, ma che ora, essendo piú vicino a ciò che è ed essendo rivolto verso oggetti aventi piú essere, può vedere meglio? e se, mostrandogli anche ciascuno degli oggetti che passano, gli si domandasse e lo si costringesse a rispondere che cosa è? Non credi che rimarrebbe dubbioso e giudicherebbe piú vere le cose che vedeva prima di quelle che gli fossero mostrate adesso? – Certo, rispose.
2      [e] – E se lo si costringesse a guardare la luce stessa, non sentirebbe male agli occhi e non fuggirebbe volgendosi verso gli oggetti di cui può sostenere la vista? e non li giudicherebbe realmente piú chiari di quelli che gli fossero mostrati? – È cosí, rispose. – Se poi, continuai, lo si trascinasse via di lí a forza, su per l’ascesa scabra ed erta, e non lo si lasciasse prima di averlo tratto alla luce del sole, non ne soffrirebbe e non s’irriterebbe [516 a] di essere trascinato? E, giunto alla luce, essendo i suoi occhi abbagliati, non potrebbe vedere nemmeno una delle cose che ora sono dette vere. – Non potrebbe, certo, rispose, almeno all’improvviso. – Dovrebbe, credo, abituarsi, se vuole vedere il mondo superiore. E prima osserverà, molto facilmente, le ombre e poi le immagini degli esseri umani e degli altri oggetti nei loro riflessi nell’acqua, e infine gli oggetti stessi; da questi poi, volgendo lo sguardo alla luce delle stelle e della luna, [b] potrà contemplare di notte i corpi celesti e il cielo stesso piú facilmente che durante il giorno il sole e la luce del sole. – Come no? – Alla fine, credo, potrà osservare e contemplare quale è veramente il sole, non le sue immagini nelle acque o su altra superficie, ma il sole in se stesso, nella regione che gli è propria. – Per forza, disse. – Dopo di che, parlando del sole, potrebbe già concludere che è esso a produrre le stagioni e gli anni e a governare tutte le cose del mondo visibile, e ad essere [c] causa, in certo modo, di tutto quello che egli e i suoi compagni vedevano. – È chiaro, rispose, che con simili esperienze concluderà cosí. – E ricordandosi della sua prima dimora e della sapienza che aveva colà e di quei suoi compagni di prigionia, non credi che si sentirebbe felice del mutamento e proverebbe pietà per loro? – Certo. – Quanto agli onori ed elogi che eventualmente si scambiavano allora, e ai primi riservati a chi fosse piú acuto nell’osservare gli oggetti che passavano e piú [d] rammentasse quanti ne solevano sfilare prima e poi e insieme, indovinandone perciò il successivo, credi che li ambirebbe e che invidierebbe quelli che tra i prigionieri avessero onori e potenza? o che si troverebbe nella condizione detta da Omero e preferirebbe “altrui per salario servir da contadino, uomo sia pur senza sostanza”, e patire di tutto piuttosto che avere quelle opinioni e vivere in quel modo? – Cosí penso anch’io, rispose; [e] accetterebbe di patire di tutto piuttosto che vivere in quel modo. – Rifletti ora anche su quest’altro punto, feci io. Se il nostro uomo ridiscendesse e si rimettesse a sedere sul medesimo sedile, non avrebbe gli occhi pieni di tenebra, venendo all’improvviso dal sole? – Sí, certo, rispose. – E se dovesse discernere nuovamente quelle ombre e contendere con coloro che sono rimasti sempre prigionieri, nel periodo in cui ha la vista offuscata, prima [517 a] che gli occhi tornino allo stato normale? e se questo periodo in cui rifà l’abitudine fosse piuttosto lungo? Non sarebbe egli allora oggetto di riso? e non si direbbe di lui che dalla sua ascesa torna con gli occhi rovinati e che non vale neppure la pena di tentare di andar su? E chi prendesse a sciogliere e a condurre su quei prigionieri, forse che non l’ucciderebbero, se potessero averlo tra le mani e ammazzarlo? – Certamente, rispose.
 (Platone, Opere, vol. II, Laterza, Bari, 1967, pagg. 339-342) 

la fine del "mito" vi spiega perché era ucciso Gesù
il gruppo si trova tra I e II iniziazione (quadrato blu)

venerdì 18 novembre 2011

luce e buio (claudia)


C.:  
caro, faccio più facilità a scrivere, se molto più veloce di me nel parlare e nel pensare, io ho i miei tempi di riflessione
soprattutto la mattina
sarebbe più semplice di sera

anche io preferirei vivere solo delle mie parti più adulte e migliori

soprattutto con te e nel gruppo
ma se tutto ciò che è uscito (da tutti), è uscito significa che è una tematica comune
dobbiamo avere il coraggio di affrontare quel che ci sta più antipatico, che ci infastidisce.....

quando parli dei gruppi che si esaltano,

quando leggo molti di quei testi con tante tante belle parole, ispiranti
quando vedo chi fa yoga o altro e si sente un pò santo per un'ora

mi fanno tristezza

mi fa tristezza la finzione, la falsità
la separazione
mi fa tristezza la falsa umiltà che nasconde superbia
mi fa tristezza chi predica amore e non guarda i mostri che ha dentro
mi fanno tristezza le case ordinatissime ma sporche sotto i tappeti

non parlo pensando di essere scevra da tutto ciò,

tutti cerchiamo di mostrare i lati migliori,
ma cerco sempre di non nascondere il resto , almeno finchè io stessa lo riconosco,
tu mi aiuti a riconoscere quel che non vedo in me stessa,
non so xchè con te ci tocca affrontare le acque, anche quelle più profonde.
se non ami tutto te stesso, anche ciò che non ti piace,
come puoi amare me, come puoi amare tua moglie o Franci o tutti?
come puoi amare Dio?
è faticoso

sei così bravo,

mi stai aiutando a scoprire anche ciò che non vedevo,
se tu non avessi quegli aspetti più bui non potresti aiutare altri esseri umani
saresti uno di quei santoni che aiutano a nascondere i mostri sotto il tappeto della superbia mascherata da umiltà
generando altri mostri da sopprimere
generando altro karma

come quando eri monaco


non ti arrabbiare adesso,

non è detto che io abbia ragione, ma qui ragione o torto non entrano in gioco

sono saggitaria, la lealtà è molto importante x me

non parlerò ad altri degli aspetti più intimi e non li userò se non per il bene
considerando anche i miei limiti

non so perchè mi trovo in questo ruolo


mi fermo adesso

A.: 
grazie cara. sono d'accordo. possiamo andare avanti solo come una famiglia. ho bisogno di vostro aiuto. in questo momento particolarmente di voi tre: C., F., C. 
 

lunedì 14 novembre 2011

Per giungere a gustare il tutto


« Per giungere a gustare il tutto, non cercare il gusto in niente.
Per giungere al possesso del tutto, non voler possedere niente.
Per giungere ad essere tutto, non voler essere niente.
Per giungere alla conoscenza del tutto, non cercare di sapere qualche cosa in niente.
Per venire a ciò che ora non godi, devi passare per dove non godi.
Per giungere a ciò che non sai, devi passare per dove non sai.
Per giungere al possesso di ciò che non hai, devi passare per dove ora niente hai.
Per giungere a ciò che non sei, devi passare per dove ora non sei. »

« Per cui l'anima non può essere posseduta dall'unione divina, finché non si sia dispogliata dell'amore delle cose create. »

(S. Giovanni della Croce)


sabato 12 novembre 2011

“tra “se’” e “SE’”

CIAO SASHA,
VORREI CHE MI SUGGERISSI COME E’ MEGLIO AFFRONTARE IL TEMA “PERSONALITA’ E ANIMA” COME AIUTO PER TUTTI AD AFFRONTARE MEGLIO IL CONCETTO.
IL TITOLO: “tra “se’” e “SE’”
GRAZIE MOLTE,
CIAO
ANNA
11.11.’11

come tu hai scritto in post precedente:
1) L'UNICO MIO INTERESSE NELL'APPROCCIO CON L'ALTRO E' PER IL SUO "SE'", NON PER IL "se'"
2) QUANDO CI SI ESPRIME SENZA SUPPORTI DI PENSIERI
DEI GRANDI, SI FA UN LAVORO SU SE STESSI MOLTO PIU' PROFONDO


perciò ti suggerisco:
1) nel prossimo incontro raccontare ad altri come si realizza nella pratica il fatto che L'UNICO MIO INTERESSE NELL'APPROCCIO CON L'ALTRO E' PER IL SUO "SE'", NON PER IL "se'"
2) fare UN LAVORO SU SE STESSI MOLTO PIU' PROFONDO. in senso che incontro sarà fatto SENZA SUPPORTI DI PENSIERI DEI GRANDI

lunedì 31 ottobre 2011

la Verità e il suo linguaggio

ed è un altro problema 

ci sono due realtà:
1) la molteplicità caotica degli eventi della vostra vita con le loro "verità" variabili (nella vostra mente)
2) la logica unità-sequenza degli eventi. sono le tappe della "macchina della crescita di coscienza" multi-livello (fede --> esperienza --> ragione --> coscienza) proiettati sul cerchio zodiacale dei vostri cosmoscheme con loro Verità immutabile: Centro del Cerchio, Dio, Spettatore Silenzioso, la Legge cosmica del Causa-ed-Effetto che unisce due poli del quarto binario primordiale Unità (Centro) - Molteplicità (Cerchio) in uno insieme indivisibile:
Gesù ha detto: "Se vi dicono: di dove venite?" rispondete loro: "Noi siamo usciti dalla luce, di dove la luce si forma uscendo dall'Uno [Centro] stesso. Essa si espande e si manifesta, vivente, negli Archetipi [zodiacali sul Cerchio]." ... Se vi domandano: "Quale è la caratteristica del vostro Padre che vive in voi?" risponderete loro: "E allo stesso tempo movimento [la freccia del tempo lungo il Cerchio - Molteplicità] e quiete [Centro fuori del tempo-spazio - Unità]" (Vangelo di Tommaso)
chi vuole vedere la "seconda realtà" (la Verità della sua vita) deve studiare il linguaggio della Verità - simboli e le regole astrologiche del loro combinazioni.  perchè la Verità non può essere espressa con parole:

"Il Tao che può essere detto [con parole] non è il vero Tao" ("Tao Te Ching", Lao Tzu)
      
"I nomi dati alle cose terrestri racchiudono una grande illusione: … chi ode “Dio” non afferra ciò che e’ consistente, ma afferra ciò che non e’ consistente. Allo stesso modo e’ con “il Padre”, “il Figlio”, e “lo Spirito Santo” … . I nomi che si odono sono nel mondo per indurre in inganno … .”  (Vangelo di Filippo)
    
"La Verità non è venuta nuda in questo mondo, ma in simboli" (Vangelo di Filippo)

 "L'alta astrologia ... si basa sulla conoscenza iniziatica di quelle Forze immateriali e di quelle Entità spirituali che agiscono sull materia e la controllano" ("La Dottrina Segreta", E.Blavatskaya) 



venerdì 28 ottobre 2011

rapporto gerarchico tra la verità personale e la Verità

l'incontro di ieri sera a Milano può servire per capire una verità - la verità del rapporto gerarchico (forse in questo punto C. si sta già arrabbiando) tra la verità personale e la Verità

uso una parabola. un uomo si trova in una foresta. ci sono due realtà. una che dipende da lui e suoi desideri - vedere la bellezza della natura, fermarsi e riposare, ascoltare gli uccelli, etc. la seconda - la mappa del percorso, previsione meteorologica, le sue capacità fisiche, etc. secondo cui lui deve essere ad un punto preciso del percorso ad un ora precisa per non rimanere nella foresta senza né cibo né posto per dormire

i vostri cosmoschemi e matrici, M. e C., sono la "seconda realtà" della vostra vita. non dipendono dai vostri desideri. ma vostri desideri devono adattarsi a loro. e (devo dirvelo, anche se rischio di arrabbiare) alla "seconda realtà" i vostri desideri personali non interessano

il mio aiuto a voi dipende dalla vostra comprensione di questo fatto

mercoledì 26 ottobre 2011

Dio: Trascendente ed Immanente

luca:
Quando riuscirò a percepire col cuore e non con la testa che chi credo mi stia sopra mi sta anche a fianco, riflesso concretamente dall altro, allora sarà un passo importante avanti. 

--------------------
è il problema di esteriorizzazione dell'Anima nella vita reale. unire l'amore verticale verso il Dio con l'amore orizzontale verso il prossimo (Croce Cosmica) - due commandamenti più importanti di Gesù Cristo (Croce - Cristo).
    
in ideale nella tua vita reale i quattro lati della tua Croce sono: 
1) verticale sopra/mattina/tua fede che il tuo progetto del giorno è l'espressione dell'amore divino verso il prossimo
2) orizzontale destra/giorno/tua esperienza di esteriorizzazione dell'amore divina come l'amore al prossimo
3) verticale sotto/tardi pomeriggio/tua ragione sul fatto del conflitto tra tua fede del giorno ed tua esperienza del giorno
4) orizzontale sinistra/sera/tua conoscenza nuova basata sulla tua ragione sulla tua esperienza della tua fede

parole chiave: 
- processo,
- esperienza della fede,
- tua croce nell'espansione dinamica e costante, 
- il lato verticale della croce uguale al quello orizzontale che significa che il tuo amore al Dio non puo essere più del tuo amore al prossimo ("sarete giudicati secondo i vostri affari")  

esteriorizzazione dell'Anima:
   "Chiunque s’interessi seriamente ai problemi spirituali dovrebbe studiare soprattutto tre libri: il Nuovo Testamento, la Bhagavad Gita, ed i Sutra Yoga di Patanjali, in quanto offrono una completa visione dell’Anima e del suo sviluppo.

   I diciotto capitoli della Gita descrivono l’Anima, Krishna, nella sua reale natura quale Dio manifesto, e culminano quando Egli si svela ad Arjuna, l’aspirante, come Anima di tutte le cose, come punto di gloria celato in ogni forma.

   Nel Nuovo Testamento è narrata la vita del Figlio di Dio incarnato, quando, libera da ogni velo, l’Anima, nella sua vera natura, si muove sulla terra. Studiando la vita del Cristo si comprende cosa significhi sviluppare i poteri dell’Anima, conseguire la liberazione e divenire in piena gloria un Dio che cammina sulla terra.

   I Sutra Yoga contengono le leggi di quel divenire e le regole, i metodi e i mezzi che - se seguiti - rendono l’uomo “perfetto come il Padre nei cieli”. Offrono un graduale sistema di sviluppo che conduce dalla comune bontà, attraverso i vari stadi del sentiero spirituale, fino all’altissima evoluzione del Cristo. Giovanni, il discepolo amato, ha detto che “saremo come Lui, perché Lo vedremo qual’è”, e la rivelazione dell’anima all’uomo incarnato opera sempre la grande trasformazione".
("La Luce dell'Anima", A.Bailey) 

 
Maestro D.Kh.

mercoledì 19 ottobre 2011

significato di "quarta porta"

"... Luca mi ha chiestro che vuole capire l’esatto significato. MI SEMBRA OPPORTUNO CHE DAI TU LA CORRETTA  SPIEGAZIONE.
........ 
GRAZIE MOLTE,
ANNA
18.10.’11"

ci sono 7 porte da passare per ognuno per finire una tappa cosmica definita con parole: "Io Sono la Via, la Verità e la Vita": 


la IV iniziazione (vedi sopra) è la fine della vita sulla Tera - il massimo di Gesù che lui ha fatto sulla croce. tu, Luca, ti trovi nella tappa "chela minore" (vedi sopra) o "piccolo discepolato del chela":

"Stadio I. Piccolo Discepolato.
   ...  La prima indicazione che un uomo ha raggiunto questo stadio (dal punto di vista del Maestro) si manifesta quando, in una vita, la “luce si accende” e attira l’attenzione del Maestro. 
... si formano e si stabilizzano quelle che possiamo chiamare “abitudini spirituali”. ... Il contatto è ancora troppo debole e la presa dell’anima a personalità ancora troppo tenue per consentire al Maestro di agire direttamente sull’aspirante. Lo stadio è di puro misticismo e di proposito spirituale egoistico. ... la conoscenza dell'inclinazione di gruppo è assente; non c’è vero desiderio altruistico di servire, ma soltanto un vago anelito alla liberazione, all’integrazione e alla durevole felicità personali ...
   Per la prima parte dell’insegnamento l’aspirante viene messo in rapporto con un discepolo più avanzato (Anna - "discepolo nella luce", vedi sotto) che lo condurrà avanti gradualmente e gli darà l’assistenza necessaria. Il motivo è che questo discepolo è più vicino all’aspirante, poiché è anch’egli lontano dalla perfezione e sta imparando a servire. Questo stadio copre il periodo della ricerca occulta e dell’investigazione esoterica e di norma si svolge sull'arco di parecchie vite. L’aspirante a questo stadio corre da un istruttore all’altro, secondo l’inclinazione, l’occasione e la necessità. È un vero esempio d’instabilità, ma è attentamente vigilato dal discepolo che ha trasceso questo particolare stadio di volubilità; il suo compito è badare che l’aspirante sfugga infine da questa “rete di futilità”, come talora è chiamata, e si avvii gradualmente all’ulteriore stadio di indagine interiore.
    Durante tutto questo periodo il Maestro non presta alcuna attenzione all’aspirante. Passerà molto tempo prima che egli sia ammesso alla Sua presenza per un contatto individuale. Il discepolo cui è affidato durante questa transizione riferisce al Maestro in rare occasioni; solo quando l’aspirante ha raggiunto il punto in cui può “entrare nella luce dell’Angelo”, il Maestro ne assume la formazione. Il discepolo è ora irrevocabilmente e definitivamente pronto. Ciò avviene al terzo stadio, quello del Discepolato Accettato. ("Il Discepolato  nella Nuova Era" A.Bailey).

"Fondamentalmente e in essenza, l’atteggiamento del discepolo non ha grande importanza rispetto all’effetto esercitato dalla Gerarchia e dalle sue tecniche su di lui. I risultati sono inevitabili, poiché dipendono da due fattori importanti:

1. L’impressione gerarchica diretta non viene imposta finché l’uomo non si è reso idoneo a rispondervi tramite l’autodisciplina e perciò non si trova ancora in prossimità della fine del Sentiero.
2. La rispondenza di gruppo, che si manifesta in due direzioni:
a. percepire le necessità del genere umano, che di conseguenza conduce a consacrare la vita al servizio;
b. a ricevere l’impressione dell’anima, che conduce alla sensibilità spirituale.
 

   Quando questi due fattori sono presenti, anche se ignorati dal discepolo nella coscienza di veglia, la presa dell’anima sulla personalità è irrevocabile. Allora e solo allora, il Maestro può iniziare ad agire e la risposta sarà effettiva, reale e durevole.
Sarà bene ripetere a questo punto i sei stadi che stiamo per esaminare:


1. Il Maestro stabilisce un contatto col discepolo mediante un chela sul piano fisico. È lo stadio del Piccolo Discepolato del Chela.
2. Il chela è diretto da un discepolo di grado superiore (la tappa di Anna) dai livelli eroici o dell'anima. È la fase chiamata Chela nella Luce." ... 

3. ...
("Il Discepolato  nella Nuova Era" A.Bailey).

in questo punto tu puoi chiedermi: "Chi è il mio Maestro?". qui è una schema che ti può essere utile:

alla fine, per voi tutti, "la quarta porta" è la tappa "discepolo accettato" ( vedi sulla schema) - che è la "piccola quarta porta". la vera quarta porta è la IV iniziazione (Gesù - "Fusione delle Luci") 

venerdì 30 settembre 2011

la regola di solitudine

c'è una regola che chiamo la regola di solitudine

mi capiranno meglio le persone che hanno esperienza di avviare con loro volontà e decisione e dopo sostenere con tutta loro responsabilità un processo sistemico-sociale (genitori di una famiglia, capi di una impresa, etc.) e che spesso si trovano in situazione di prendere da solo una decisione da cui dipende il futuro delle persone coinvolti senza chiedere il loro permesso o loro consiglio

applicando questa regola alla situazione corrente di INTENSITA, PROFONDITA ed ACCELERAZIONE (link: di cui vi ho detto prima) vi devo dire:
                                          
se sulla base della vostra esperienza con me voi credete che il lavoro fatto ha portato cambiamenti positive in vostra vita dovete permettermi di continuare in certe situazioni prendere decisioni e fare le cose che a qualcuno di voi sembrano strane, ingiuste o sbagliate. esiste una regola gerarchica - giudizio e permesso dal alto al basso ma non vice verso. la rispetto (in relazioni che voi non riguardano) e vi chiedo rispetarla in relazione con me
                
prendete in considerazione anche che in questo momento l'umanità con accelerazione sta entrando in una nuova programma cosmica che richiede una trasformazione profonda e sistemica di tutti gli aspetti della vita umana


martedì 20 settembre 2011

intensità della prova, lo scudo: un avvertimento

come ho già detto la parola chiave del momento attuale è INTENSITA' della esperienza personale (accelerazione) - INTENSITA' DELLA PROVA. tra un stato stabile ed un altro è il stato di CAOS. lo passera chi ha in se la "bussola". riguarda ognuno (link: un avvertimento) e l'umanita intera come "discepolo" potenziale dell'Eta dell'Acquario


la "bussola" che voi avete ora come gruppo per non perdere la strada è il nuovo comandamento dato in "casa dell'acquario" (Mc 14:13):


"Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri" (Gv 13:34,35).  

la prova e lo scudo

                     M.M.


                  AGNI YOGA

62 - Metto alla prova anime diverse.
    Il Mio spirito è il vostro scudo.

75 - Bandite la collera, e verrete a Noi facilmente.
    Non è l’ira che crea, ma lo slancio ardente.
    Siate calmi - le illusioni guastano la salute,
         ma se avete fede in Me, sappiate che siete protetti
         dalla Cura e dallo Scudo di M.
    M. sa delle vostre difficoltà;
         un’ascesa ripida è sempre ardua.
    Per vincere il fato ci vuole forza.
    Non scoraggiatevi, poiché molte volte
         avete superato queste rapide.

    86 - La vera calma dello spirito è messa alla prova dalle inezie
         della vita quotidiana.
    Traete conforto dalla certezza di essere protetti
         sulla via del Bene.
    Vi mando il Mio Scudo - difendeteMi
         come Io vi difendo.

  87 - Comprendete l’anima dei vostri fratelli;
    Lavorate instancabili, siate comprensivi,
         guardate il potere del Mio Scudo.
    Molti sono i miracoli del mondo,
         e l’impegno ardente e puro porta alla vittoria. 


lunedì 19 settembre 2011

domanda e risposta

C.: La nostra nota deve essere inclusivitá. Se un fratello rallenta il gruppo ma il suo impegno è sincero il gruppo può rallentare per proseguire insieme. Ti pare giusto?

A.: Meglio dire che se "il suo impegno è sincero" lui rimane in gruppo. Ma sul livello gerarchicamente più basso. Perché il gruppo non si rallenta.
Nessun tipo di rallentamento è accettabile dalla Fratellanza. Il spostamento di qualsiasi discepolo di un gruppo su livello più superiore aiuta a fare lo stesso salto di coscienza per i suoi compagni di gruppo (se questo è un vero gruppo - famiglia spirituale) che ancora rimangono su livelli più bassi. Come in ogni sana famiglia umana i fratelli minori imparano dai fratelli maggiori. In termini tecniche - spostamento di un discepolo su livello più superiore "allarga" la "porta stretta" per tutti i discepoli dei livelli più bassi.
Questo significa anche che ogni vero gruppo spirituale deve avere la sua verticale gerarchica.




domenica 11 settembre 2011

UN AVVERTIMENTO


 Elena Blavatskaya

"Vi è una strana legge nell‘Occultismo, accertata e confermata da migliaia di anni di esperienza; né essa ha mai mancato di manifestarsi, quasi sempre, da quando esiste la Società Teosofica. Non appena qualcuno si impegna come "Discepolo in Probazione", si manifestano certi effetti occulti. Di questi, il primo è l‘affiorare in superficie di tutto quanto è latente nella natura dell‘uomo; difetti, abitudini, qualità o desideri repressi, siano essi buoni, cattivi o neutri.
Per esempio, qualora un uomo sia vanesio, sensuale o ambizioso, sia per atavismo che per eredità karmica, questi vizi salteranno sicuramente fuori, anche se fino ad allora egli li aveva felicemente nascosti o repressi. Essi verranno in evidenza in maniera irrefrenabile, ed egli dovrà combatterli cento volte più duramente di prima, finché annienterà in se stesso tutte queste tendenze.
D‘altra parte, se egli è buono, generoso, casto e astemio, o possiede una qualche virtù fino ad allora latente e celata in lui, essa si aprirà in maniera irrepremibile la via, come tutto il resto. Così un uomo civile che detesti di essere considerato un santo, e che quindi si è messa una maschera, non riuscirà più a nascondere la sua vera natura, sia bassa che nobile. QUESTA È UNA LEGGE IMMUTABILE NEL CAMPO DELL‘OCCULTO. La sua azione è tanto più marcata, quanto più forte e sincero è il desiderio del candidato, e quanto più profondamente egli ha sentito la realtà e l‘importanza del suo impegno".
(La Dottrina Segreta, Vol. 3)
  

mercoledì 7 settembre 2011

Centri spirituali e loro lavoro

 Charles Webster Leadbeater (1847-1934) 


Talvolta vien posta la domanda: “Quale lavoro occorre intraprendere per fondare un Centro Spirituale?”.

L’unica cosa da fare è di radunare poche persone che siano realmente interessate alle idee teosofiche e farle così vivere insieme per compiere il loro lavoro. E’ pure necessario per la continuazione di un prospero lavoro spirituale di tale Centro che queste persone siano in buoni rapporti fra di loro. Conobbi dei casi in cui delle persone che si unirono per dedicarsi a nobili scopi, nondimeno erano in continue querele fra loro su come il lavoro doveva essere fatto o se questa o quell’altra parte del lavoro era la più importante. Un tale Centro poteva anche fare molto bene sul piano fisico, ma non sarebbe stato di alcuna efficacia sul piano mentale, perché i piccoli continui contrasti avrebbero impedito la regolare effusione di correnti di pensieri. Uno dei fattori più importanti per un proficuo lavoro spirituale è la perfetta armonia. Le persone che compongono il Centro stanno tutte lavorando per un determinato scopo e tutte pensano più o meno lungo queste linee di lavoro, emettendo in tal modo una corrente definita di influenza.
Se volete ottenere buoni risultati dal vostro Centro Spirituale è necessario non soltanto che tutti lavorino per lo stesso scopo e pensino il più possibile alle stesse cose, è pure necessario che realizzino un alto livello di sentimento fraterno fra loro, altrimenti andranno soggetti a piccoli urti costanti che impediranno in modo assoluto il lavoro di influenze del genere di cui stiamo parlando. E’ cosa molto difficile e delicata far entrare qualunque Centro in un tale ordine di lavoro da poter essere usato sia per questo lavoro superiore che per quello inferiore.
Il potere di pensare per se stessi e seguire una linea individuale fa parte del corredo di cui abbisognate per poter aiutare il mondo. Dobbiamo essere in un certo senso dei pionieri ed i pioinieri fanno sempre qualcosa che non è stata fatta prima; perciò siete in un certo senso degli individualisti. Quando voi portate a contatto fra loro certe persone in questa stretta associazione quotidiana, inevitabilmente vi sarà qualche piccolo screzio, non sarebbe naturale se capitasse altrimenti. Occorrono degli anni, talvolta, per spegnere l’antipatia del tutto naturale che persone di un temperamento sentono per quelle di un altro temperamento, per eliminare quella antipatia a tal punto da non più influenzare l’aura del luogo e l’irradiazione spirituale. So che questo suona poco naturale. Non dico che le persone debbano tutt’un tratto cambiare, ma affermo che esse dovrebbero acquistare una quantità quasi superumana di tolleranza, il che teoricamente è una cosa eccellente, ma estremamente difficile da porre in pratica.
E’ la specie di associazione molto intima che, quando vivete in una grande casa, è tanto difficile, a meno che non esista una vera affezione fra le persone interessate. Al “Manor”, per esempio, vivono circa 50 persone in una grande casa. Esse non hanno necessità di vedersi fra loro più di quanto non lo desiderino; hanno camere separate; ma per fare un buon Centro esse devono conoscersi l’un l’altra e devono mettersi al di sopra di qualunque contrasto che potesse sorgere. Devono essere tutti rigorosamente decisi ad indulgere sulle particolarità altrui e sforzarsi energicamente a mai giudicare male o aver malintesi, di modo che ciascuno riconoscerà sempre negli altri lo stesso zelo, la stessa sincerità e buona intenzione che sente entro di sé. Gli attriti debbono essere totalmente eliminati in modo da costituire una superficie liscia. Soltanto quando l’unità è perfetta si incomincerà a raccogliere un risultato positivo.
Potreste chiedere quale genere di lavoro compia un tale Centro. Ve ne sono parecchi. Penso che tutti noi siamo convinti dell’esistenza dei Maestri. Sappiamo che Essi lavorano sempre per il progresso dell’umanità e che sono pronti a cogliere ogni occasione che a Loro viene offerta. Supponiamo che ci sia un certo numero di persone che si raduna e che cerca di fare di se stesso un’unità. E’ questa un’opportunità per i Maestri di effondere la Loro influenza e di farla irradiare.
Abbiamo sentito dire che i Maestri assumono dei discepoli. Non credo che questa sia la parola giusta da usare. Sarebbe meglio dire che assumono degli apprendisti. Essi li usano non soltanto per prepararli ad agire, ma per irradiare le forze per mezzo loro. Il discepolo o apprendista viene preparato alla meditazione. Egli fissa la sua mente molto fortemente sul Grande Essere che lo istruisce e lo aiuta e perciò diventa una specie di canale aperto a questa influenza particolare: canale di comunicazione fra questo altissimo livello e se stesso.
Un’altra cosa egli deve fare e deve cercare di fare, e cioè essere sempre in condizione di emettere pensieri e sentimenti di aiuto. Se egli scorge qualcuno in pena od in sconforto, subito cerca di lanciare dei buoni pensieri sopra questa persona, di far cadere su di essa una pioggia di benedizioni e di pensieri soccorrevoli per consolarla. Con la pratica ne risulterà che egli verrà ad essere uno strumento aperto a tutte le influenze superiori.
Avete così un imbuto aperto a pensieri d’ordine superiore, che potete dirigere direttamente sul piano fisico, e sul piano fisico irradiarli tutt’intorno. Se avete un certo numero di tali persone riunite, ed i loro pensieri sono (non sempre, naturalmente, ma nel complesso) diretti verso l’alto, diretti ad aiutare il mondo, formerete un meccanismo molto bello per la distribuzione di tale pensiero. Un tale Centro sarà un canale attraverso cui gli Esseri superiori possono versare il loro pensiero e la loro forza.
L’ordinamento per la fondazione di un tale Centro deve essere fatto tanto sui piani superiori che sul piano fisico e pertanto se potete iniziare tale parte di lavoro con un gruppo di persone già strettamente vincolate fra loro, avrete maggiore probabilità di successo. So che la cosa è difficile ed involge tutto l’ambiente. Un Centro di questo genere sarebbe meglio fondarlo un po’ discosto dal tumulto della vita ordinaria. Non è bene che si trovi in una strada movimentata di una grande città perché la pressione che la circonda sarebbe nella falsa direzione. Vi è poi tutta la questione di ciò che vien chiamato influenza angelica. L’intervento degli Angeli avvantaggia in misura incalcolabile il lavoro di un Centro e ovunque se ne voglia formare varrebbe la pena di tentare di venire in contatto con le legioni angeliche per rendere più spedito il lavoro.
Questo è un piccolo abbozzo di ciò che dovrebbe essere uno speciale Centro e di parte del suo lavoro sui piani superiori. Esso irradierebbe ogni sorta di buoni sentimenti che può dirigere verso un punto particolare se lo desidera, oppure può continuare ad effonderli tutt’intorno, e far sì che siano raccolti ed usati da quelli che pure lavorano per il bene dell’umanità su altre vie. Sul piano fisico il Centro dovrebbe eseguire qualche buon lavoro per gli altri.

Da The Australian Theosophist e ripubblicato nel St. Michael’s News del gennaio 1946 e da Rivista Italiana di Teosofia ad agosto/settembre 2007.

sabato 6 agosto 2011

Niente piace a Dio più di una mente libera da tutte le occupazioni e distrazioni


 Albertus Magnus

“Quando preghi, chiudi la porta; ossia, la porta dei sensi. Tienila sprangata contro tutti i fantasmi e le immagini. Niente piace a Dio più di una mente libera da tutte le occupazioni e distrazioni. Una mente in tale condizioni viene trasformata in Dio, per lei non può pensare o comprendere nulla, non può amare altro che Dio. Colui che penetra dentro se stesso trascendendo se stesso, ascende realmente a Dio” (Alberto Magno).